Calcolo IVA

Quattro aliquote: 22%, 10%, 5% e 4%. Per ognuna di quelle ridotte, la parte della tabella A in cui cercare il proprio bene — che è la domanda vera.

I dati

€

L’aliquota dipende dal bene o dal servizio, non dall’importo. L’elenco completo è nella tabella A allegata al DPR 633/1972.

%

Per altri paesi o per una fattura vecchia.

Il risultato

IVA—L’imposta, identica nei due versi di calcolo.
Imponibile—
Totale IVA inclusa—
Aliquota applicata—
Per scorporare l’IVA: dividere per—Non sottragga la percentuale: divida per questo numero. È l’errore più comune.
Da imponibile a totale: moltiplicare per—
Quanto darebbe sottrarre la percentuale—Il totale meno la percentuale, per confronto. Non è l’imponibile.
Differenza rispetto all’imponibile corretto—
Formula
Da imponibile a totale: imponibile × (1 + aliquota ÷ 100). Da totale a imponibile: totale ÷ (1 + aliquota ÷ 100). L’IVA è la differenza.

Aliquote verificate il 6 settembre 2026 · fonti: agenziaentrate.gov.it, normattiva.it Come le verifichiamo

Scorporare non è sottrarre la percentuale

Un totale di 122 € con IVA ordinaria contiene 22 € di imposta. Non 26,84 €.

L’IVA si calcola sull’imponibile, non si sottrae dal totale. Facendo 122 × 0,78 si ottengono 95,16 € invece di 100 € — una differenza di 4,84 € su 122.

Per questo il divisore compare qui come riga a sé, accanto all’importo che darebbe la sottrazione.

Le aliquote ridotte rimandano a tre parti diverse della tabella A

L’articolo 16 del DPR 633/1972 non si limita a elencare tre aliquote ridotte: le mappa, in una sola frase, su tre parti distinte della tabella A allegata. Il quattro per cento alla parte II, il cinque alla parte II-bis, il dieci alla parte III.

È questa la parte utile. Sapere che il 5% vale «per alcuni alimenti» non dice nulla sui propri prodotti; sapere che l’elenco sta nella parte II-bis dice esattamente dove guardare. Il selettore qui sopra riporta la parte accanto a ogni aliquota.

Il 5% è l’aliquota che le calcolatrici dimenticano

È stata introdotta dopo le altre due, e uno strumento scritto a memoria tende a proporre solo 22, 10 e 4. Chi fattura a quell’aliquota e non la trova nell’elenco finisce per usarne un’altra.

Senza IVA non vuol dire IVA allo zero per cento

In Italia non esiste un’aliquota dello zero per cento. Le operazioni senza IVA sono esenti (articolo 10), non imponibili (articoli 8, 8-bis e 9) oppure fuori campo, e sono categorie giuridiche diverse fra loro, non una percentuale.

Per questo non c’è una voce «0%» nel selettore: direbbe qualcosa che la legge non dice.

Su quelle fatture può però essere dovuta l’imposta di bollo. Questa pagina non la calcola: la cifra è indicata dall’Agenzia delle Entrate, ma non siamo riusciti a riscontrarla sul testo della tariffa allegata al DPR 642/1972, e una sola fonte non basta. Meglio nessun importo che un importo non verificato.

A Livigno e a Campione d’Italia l’IVA non si applica

L’articolo 7 del DPR 633/1972 definisce il territorio dello Stato «con esclusione dei comuni di Livigno e Campione d’Italia e delle acque italiane del Lago di Lugano».

Non è un’aliquota ridotta e non è uno zero per cento: è un’esclusione dal campo di applicazione. Campione applica una propria imposta locale sul consumo, che è un tributo diverso e non è coperto qui.

Cosa questa calcolatrice non fa

Il reverse charge e la scissione dei pagamenti. Le cessioni intracomunitarie e le importazioni. Le operazioni esenti, non imponibili e fuori campo. L’imposta di bollo. Il regime forfettario e gli altri regimi speciali. E l’IVA a credito: quella pagata ai fornitori si detrae da quella incassata, e questa pagina non ne sa nulla.

Domande frequenti