Calcolatore del budget vacanze
Il preventivo di un viaggio sbaglia quasi sempre nello stesso modo: si prenotano volo e albergo, si guarda il totale e si considera fatto il conto. Ma volo e albergo raramente superano la metà della spesa, e la parte che resta è quella che non è ancora stata prenotata.
I dati
Il risultato
Formula
Le voci che nessuno mette a preventivo
Volo e alloggio si prenotano e si pagano in anticipo, quindi sembrano il viaggio. Il resto si spende sul posto: colazioni, pranzi, cene, caffè, biglietti dei musei, taxi, il transfer dall’aeroporto, la SIM dati fuori dall’Unione europea, i regali. Su una settimana in due, questa parte arriva spesso a eguagliare il costo prenotato.
Il calcolo per persona al giorno è il modo più affidabile di stimarla: si sceglie una cifra realistica per il tenore di vita che si ha in mente, la si moltiplica per le persone e per i giorni, e non ci si racconta che si mangerà sempre in una rosticceria.
La tassa di soggiorno non è mai nel prezzo
Quasi tutti i comuni italiani a vocazione turistica applicano l’imposta di soggiorno: si paga in struttura, per persona e per notte, e non compare nel totale mostrato dai portali di prenotazione. A Roma, Venezia o Firenze può superare i cinque euro a testa a notte nelle strutture di categoria alta. Per una famiglia di quattro su sette notti sono oltre cento euro che il preventivo non aveva previsto. All’estero funziona uguale, con nomi diversi.
Aggiungi allo stesso capitolo i depositi cauzionali, le spese di pulizia finale degli appartamenti e la tassa di soggiorno delle crociere: sono costi certi che appaiono solo al check-in.
Agosto costa un terzo in più
Le ferie collettive concentrano la domanda italiana in tre settimane, e i prezzi lo riflettono. Lo stesso appartamento in Salento passa da 700 a 1.400 euro a settimana tra giugno e la seconda settimana di agosto. Se le date sono vincolate dall’azienda non c’è molto da fare; se non lo sono, spostare di dieci giorni vale più di qualunque ottimizzazione sulle altre voci.
L’auto in vacanza ha costi propri
Se scendi in auto, il viaggio ha un costo che non è solo il carburante: pedaggi autostradali, eventuale traghetto, parcheggio in struttura — nelle località di mare quindici o venti euro al giorno — e le ZTL, che producono multe scoperte mesi dopo. Metti tutto tra i trasporti locali, non tra gli extra.
Il margine serve, e va scelto prima
Un cuscinetto tra il dieci e il quindici per cento non è pessimismo: copre il cambio sfavorevole, la cena costata il doppio del previsto, la visita medica per l’otite del bambino. Deciderlo all’inizio significa non doverlo scoprire sulla carta di credito a settembre.
Dividere per i mesi che mancano
Una volta ottenuto il totale, dividilo per i mesi che restano: è la cifra da mettere da parte ogni mese perché il viaggio sia già pagato quando parti. Se quella cifra non è sostenibile, il momento di saperlo è adesso, quando puoi ancora accorciare di due notti invece di finanziare le vacanze a rate.
Domande frequenti
L’imposta di soggiorno è compresa nella prenotazione?
Quasi mai. Si paga in struttura, per persona e per notte, e va aggiunta a mano al preventivo.
Quanto mettere per i pasti al giorno?
Dipende dalla destinazione: in Italia 35-50 euro a persona con almeno un pasto al ristorante, meno se si cucina in appartamento, molto di più nelle capitali del nord Europa.
Che margine di sicurezza usare?
Tra il 10% e il 15% del totale. Sotto il 10% qualunque imprevisto lo sfonda.
Conviene pagare tutto in anticipo?
Se il prezzo è lo stesso, sì: elimina il rischio di cambio e ti costringe a fare i conti prima di partire invece che dopo.