Calcolare i giorni tra due date

Due date e si ottengono sia il numero di giorni sia la differenza scritta in anni, mesi e giorni. Sui giorni lavorativi serve una premessa: in Italia le feste non si leggono in una legge sola.

I dati

Se precede la data iniziale il calcolo viene fatto lo stesso e la pagina lo segnala.

Il risultato

Giorni—Giorni interi fra le due date. Il giorno di partenza non si conta.
Differenza di calendario—Lo stesso periodo in anni, mesi e giorni.
Giorni dal lunedì al venerdì—I giorni festivi non sono sottratti: non è quindi un conteggio di giorni lavorativi.
Sabati e domeniche—
Settimane—Durata in settimane, cioè i giorni divisi per sette.
Mesi interi—
Formula
Giorni = data finale − data iniziale. I giorni dal lunedì al venerdì sono contati sul periodo. La differenza di calendario si esprime in anni interi, poi mesi interi, poi i giorni che restano.

Le feste italiane non stanno in una legge sola

Questa è la particolarità italiana, ed è diversa da quella tedesca o spagnola. In Germania le festività le fissano i Länder, in Spagna due su quattordici le fissa il comune. In Italia il problema è un altro: la legge che elenca le feste non è mai stata riscritta.

La legge 27 maggio 1949, n. 260, all’articolo 2, elenca ancora fra i giorni festivi «il giorno dell’Epifania; il giorno della festa, di San Giuseppe; […] il giorno dell’Ascensione; il giorno del Corpus Domini; […] il giorno della festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo».

Ventotto anni dopo, la legge 5 marzo 1977, n. 54, all’articolo 1, dispone: «I seguenti giorni cessano di essere considerati festivi agli effetti civili: Epifania; S. Giuseppe; Ascensione; Corpus Domini; SS. Apostoli Pietro e Paolo.» E prosegue: «Cessano pertanto di essere considerati festivi i giorni 2 giugno e 4 novembre.»

Sette giorni tolti senza toccare l’elenco del 1949. Alcuni sono poi stati reintrodotti da leggi successive. Il risultato è che l’elenco delle feste in vigore non si ricava da una fonte sola, e per questo questa pagina non ne stampa nessuno: sarebbe un elenco da verificare ogni anno, e la verifica non è nostra da fare al posto vostro.

Perché la riga dei giorni feriali non basta

La calcolatrice conta dal lunedì al venerdì e non conosce le festività. Dopo quanto sopra si capisce perché: sottrarre «le feste» richiede prima di sapere quali sono quest’anno, e poi quali valgono nel contratto applicabile.

La riga qui sopra è dunque un tetto. Per i giorni effettivamente lavorati bisogna togliere le festività dell’anno in corso e quelle previste dal contratto collettivo.

Giorni e differenza di calendario rispondono a domande diverse

Fra il 31 gennaio e il 1 marzo, in un anno comune, ci sono 29 giorni. La differenza di calendario è «29 giorni», non «1 mese e 1 giorno». Le due letture sono entrambe difendibili e non servono alla stessa cosa.

Per un termine o un periodo di interessi conta il numero di giorni. Per dire quanto tempo è passato si usano gli anni e i mesi.

Il giorno di partenza non si conta: dal 1 al 2 c’è un giorno. Se devono contare entrambi gli estremi — capita per un affitto o per le ferie — se ne aggiunge uno.

Il calcolo per mesi prende in prestito

Quando il mese di arrivo non ha il giorno di partenza, esistono due metodi. Alcune regole troncano all’ultimo giorno del mese; questa pagina prende in prestito dal mese precedente e non mostra mai una data che non esiste.

Dal 31 agosto al 1 marzo indica quindi 5 mesi e 29 giorni invece di 6 mesi e 1 giorno. Le due descrizioni coprono lo stesso periodo, ma davanti a una norma che impone il proprio metodo non si equivalgono.

Gli anni bisestili si sistemano da soli

Se il 29 febbraio cade nel periodo, viene contato. È per questo che un anno fa a volte 365 giorni e a volte 366.

Lo stesso vale ai cambi di mese: il calendario segue il calendario, non la moltiplicazione.

Domande frequenti