Calcolo del rientro del fotovoltaico

Il fotovoltaico si ripaga sull’elettricità che smetti di comprare. L’Italia unisce buona irradiazione e prezzi elettrici alti, una combinazione che rende i tempi di rientro tra i più brevi d’Europa.

I dati

€
€
kWp
kWh

Circa 950 nel nord Europa, 1.300 o più nell’area mediterranea.

%

Più alta con pompa di calore, auto elettrica o accumulo.

Il prezzo totale della bolletta, non la sola componente energia.

%

Il risultato

Si ripaga in—
Risparmio il primo anno—
Produzione annua—kWh
Da energia non acquistata—
Da energia immessa in rete—
Prezzo al netto dell’incentivo—
Risparmio totale nel periodo—
Guadagno netto nel periodo—
Formula
Risparmio annuo = autoconsumo × il prezzo che non paghi + immissione × il corrispettivo di ritiro.

L’autoconsumo è dove sta il denaro

Un chilowattora consumato nel momento in cui viene prodotto fa risparmiare il prezzo pieno, oneri di sistema e imposte comprese — spesso oltre 30 centesimi. Lo stesso chilowattora immesso in rete viene pagato molto meno.

Una casa vuota di giorno immette gran parte della produzione. Con una pompa di calore, un’auto elettrica o un accumulo, l’autoconsumo passa da un terzo a due terzi.

Lo scambio sul posto non c’è più

Il vecchio scambio sul posto, che valorizzava l’energia immessa quasi come quella prelevata, è stato chiuso ai nuovi impianti. Oggi le eccedenze rientrano nel ritiro dedicato del GSE, a un prezzo di mercato molto inferiore alla tariffa che paghi.

La conseguenza è esattamente quella che questo calcolo mostra: conta la quota consumata in casa. Inserisci un corrispettivo di ritiro realistico, non il prezzo d’acquisto.

La detrazione è l’incentivo principale

La detrazione fiscale per il recupero del patrimonio edilizio consente di recuperare una quota rilevante della spesa in dieci rate annuali. Non è un contributo immediato: è un credito che riduce l’IRPEF anno per anno, quindi serve capienza fiscale sufficiente.

Inserisci il valore attuale della detrazione, non il totale nominale: dieci anni di rate valgono meno di una somma pagata subito. Sull’impianto residenziale si applica inoltre l’IVA agevolata al 10 %.

La resa per regione

Un chilowatt di picco produce circa 1.100 kWh l’anno in pianura padana e fino a 1.500 in Sicilia — una differenza molto più marcata che in Germania. Sud a circa 30 gradi è il riferimento.

Un accumulo cambia il conto, non sempre in meglio

Un accumulo porta l’autoconsumo da un terzo a due terzi o più. Ma costa e dura meno dei pannelli. Inserisci il costo e alza l’autoconsumo: spesso il tempo di rientro si allunga.

Cosa non è compreso

La sostituzione dell’inverter, di norma una volta in venticinque anni. La pulizia e le riparazioni occasionali. E il valore del tetto stesso.

Domande frequenti

Che quota di autoconsumo devo ipotizzare?

Circa un terzo per una casa vuota di giorno, metà o più con pompa di calore, auto elettrica o accumulo.

Lo scambio sul posto esiste ancora?

No, è chiuso ai nuovi impianti. Le eccedenze rientrano nel ritiro dedicato del GSE, a un prezzo molto inferiore alla tariffa che paghi.

Quale prezzo dell’elettricità devo inserire?

Il totale della bolletta diviso i chilowattora, oneri e imposte compresi. Solo il prezzo dell’energia sottostima molto il risparmio.

Come funziona la detrazione?

Riduce l’IRPEF in dieci rate annuali, quindi serve capienza fiscale. Inserisci il valore attuale, non il totale nominale.