Calcolatore del costo di ricarica
Inserisci la capacità della batteria e l’intervallo di carica che vuoi coprire. Il calcolatore aggiunge le perdite di ricarica, perché paghi l’energia che entra nel caricatore e non la quantità minore che arriva alla batteria.
I dati
Il risultato
Formula
Come si calcola il costo di una ricarica
Prendi la quota di batteria che stai riempiendo, moltiplicala per la capacità per ottenere l’energia immagazzinata, aumentala per le perdite di ricarica per ottenere l’energia prelevata dal contatore, e moltiplica per il tuo prezzo del kWh. È quest’ultimo passaggio a spiegare perché il risultato sia spesso superiore a una stima rapida.
Perché dal 20 all’80 è il caso normale
Pochi ricaricano da vuoto a pieno. Le batterie al litio caricano più rapidamente nella parte centrale e rallentano nettamente oltre l’ottanta per cento circa, quindi in viaggio fermarsi all’ottanta è semplicemente più veloce. Nell’uso quotidiano restare in una fascia intermedia è anche più delicato per la durata della batteria, ed è per questo che molte auto consentono di impostare un limite.
Le fasce orarie e la potenza impegnata
La tariffa domestica italiana distingue tre fasce: F1 nelle ore centrali dei giorni feriali, F2 nelle fasce di spalla e il sabato, F3 di notte, la domenica e nei festivi. Programmare la ricarica in fascia F3 è la leva di risparmio maggiore e non richiede di consumare un kilowattora in meno. Quasi tutte le auto e le wallbox permettono questa programmazione, e molti proprietari non la attivano mai.
Attenzione anche alla potenza impegnata. Ricaricare a sette kilowatt mentre funzionano il piano a induzione e il forno fa scattare il contatore se la potenza è dimensionata per un’abitazione senza auto elettrica. Aumentarla comporta un onere fisso annuo che va messo nel conto, e per la ricarica domestica esistono opzioni tariffarie dedicate che vale la pena confrontare con l’aumento di potenza.
Casa, lavoro e colonnina pubblica sono tre prezzi diversi
La ricarica domestica in fascia notturna è di gran lunga la più economica. La ricarica rapida in autostrada è un prodotto di comodità prezzato di conseguenza, spesso un multiplo della tariffa domestica, e alcuni operatori addebitano anche il tempo di occupazione a ricarica conclusa. In Italia il costo della ricarica pubblica rapida è tra i più alti d’Europa, il che rende la disponibilità di un punto di ricarica privato la variabile decisiva dell’intero calcolo.
Per questa dispersione, un costo annuo di ricarica ha senso solo se ponderato su dove ricarichi davvero. Se quattro quinti avvengono di notte a casa e il resto in viaggio, usa un prezzo misto anziché uno dei due estremi.
Che cosa incide sull’energia necessaria
Il freddo è il fattore principale: il riscaldamento dell’abitacolo attinge dalla stessa batteria e una batteria fredda è meno efficiente, quindi il consumo invernale può salire di un quarto. La velocità conta come su un’auto termica. Un portapacchi o un rimorchio penalizzano di più un’elettrica perché c’è meno autonomia da cedere.
Domande frequenti
Quanto costa ricaricare del tutto un’auto elettrica?
Moltiplica la capacità utile per il tuo prezzo del kWh e aggiungi circa un dieci per cento di perdite. In fascia notturna a casa è una cifra contenuta; la stessa ricarica a una colonnina rapida può costare diverse volte tanto.
Conviene ricaricare di notte?
Molto. La tariffa domestica distingue tre fasce e quella notturna, festiva e domenicale è la più economica. Quasi tutte le auto e le wallbox si possono programmare.
Perché il calcolatore aggiunge le perdite?
Il contatore misura ciò che entra nel caricatore, non ciò che arriva alla batteria. La differenza si disperde soprattutto come calore. Circa il 10 % è tipico nella ricarica domestica in corrente alternata.
Devo caricare al 100 % ogni notte?
In genere no. La maggior parte dei costruttori consiglia un limite quotidiano intorno all’ottanta o novanta per cento per le batterie agli ioni di litio, riservando la carica completa ai viaggi lunghi.