Calcolatore del ritorno sull'investimento
Il ROI da solo è incompleto: raddoppiare il capitale è eccellente in due anni e banale in venti. Inserisci il periodo di detenzione e accanto comparirà il tasso annualizzato, la cifra che consente di confrontare un investimento con un altro.
I dati
Il risultato
Formula
Chiedi sempre su quale periodo
Un rendimento del cinquanta per cento è il titolo; è il periodo a decidere se sia buono. Cinquanta per cento in due anni sono circa il ventidue per cento annuo, il che è eccellente. Lo stesso cinquanta per cento in quindici anni è sotto il tre per cento annuo, che tiene appena il passo dell’inflazione. Un rendimento indicato senza periodo è incompleto, e spesso deliberatamente.
Includi tutto da entrambi i lati
L’importo investito deve comprendere commissioni di acquisto, costi di custodia e ogni versamento successivo. L’importo ricavato deve comprendere i proventi incassati lungo il percorso — dividendi, canoni, cedole — e non solo il ricavo della vendita. Omettere i costi è il modo più comune per gonfiare silenziosamente un ROI. Per un immobile locato, IMU, spese condominiali non recuperabili, manutenzione e mesi di sfitto stanno dalla parte dei costi.
Due aliquote diverse, e una asimmetria che sorprende
I redditi finanziari scontano il 26 %, ma i titoli di Stato italiani e quelli emessi da paesi in white list scontano il 12,5 %. Già questo rende il confronto tra un BTP e un’azione meno immediato di quanto sembri guardando i rendimenti lordi.
C’è però una particolarità italiana che coglie impreparati anche investitori esperti. I guadagni realizzati con fondi comuni ed ETF sono classificati come redditi di capitale, mentre le perdite sugli stessi strumenti sono redditi diversi. Le due categorie non si compensano: non puoi usare la minusvalenza su un ETF per abbattere la plusvalenza su un altro ETF. Le minusvalenze restano in un «zainetto fiscale» utilizzabile solo contro plusvalenze da azioni, obbligazioni o certificati, e scadono dopo quattro anni.
La conseguenza pratica è che il rendimento netto di un portafoglio di soli ETF può risultare inferiore a quello di un portafoglio equivalente costruito con strumenti che generano redditi diversi, a parità di andamento lordo. È un elemento che appartiene al calcolo, non una curiosità.
Il ROI ignora completamente il rischio
Due investimenti con lo stesso ROI non sono equivalenti se uno poteva ragionevolmente andare a zero. Il ROI misura cosa è successo, non cosa era probabile, e confrontare rendimenti senza riferimento al rischio assunto è il modo in cui si giustificano a posteriori le decisioni sbagliate.
E ignora il momento dei versamenti
Se hai aggiunto denaro strada facendo, questo ROI semplice non descriverà correttamente la tua esperienza. Per flussi irregolari il tasso interno di rendimento è la misura appropriata.
Domande frequenti
Qual è un buon ROI?
Ha senso solo con un periodo e un livello di rischio associati. Come riferimento, i mercati azionari ampi hanno spesso reso tra il sette e il dieci per cento annuo nominale su orizzonti lunghi.
Che differenza c’è tra ROI e tasso annualizzato?
Il ROI è il rendimento totale dell’intero periodo. Il tasso annualizzato lo converte in un ritmo annuo. Per qualsiasi investimento tenuto più di un anno, l’annualizzato è il confronto utile.
Il ROI deve considerare le imposte?
Per sapere quanto hai davvero conservato, sì. I redditi finanziari scontano il 26 %, i titoli di Stato il 12,5 %, e va aggiunta l’imposta di bollo annua sul controvalore.
Posso compensare le perdite sugli ETF?
Non con i guadagni di altri ETF. I guadagni da fondi ed ETF sono redditi di capitale e le perdite redditi diversi: le minusvalenze restano utilizzabili solo contro plusvalenze da azioni, obbligazioni o certificati, entro quattro anni.