Calcolatore delle ore lavorate

Il calcolo di un turno è una sottrazione, e sbaglia comunque con regolarità — perché l’orologio conta in sessantesimi, perché la pausa può essere retribuita o no, e perché un turno notturno finisce in un giorno diverso da quello in cui è iniziato. Il calcolatore gestisce tutti e tre i casi.

I dati

min
€

Da lasciare a zero se servono soltanto le ore.

Il risultato

—
Ore decimali—
Minuti retribuiti—
Tempo di presenza, pausa inclusa—
Ore a settimana—
Pari a—
Retribuzione della giornata—
Retribuzione della settimana—
Su 52 settimane—
Formula
Ora di uscita meno ora di entrata, meno la pausa non retribuita. Un’uscita anteriore all’entrata viene letta come un turno che attraversa la mezzanotte.

La pausa: quanto dura e se è pagata

La legge stabilisce che, quando l’orario giornaliero supera le sei ore, il lavoratore ha diritto a una pausa per il recupero delle energie psicofisiche, la cui durata è fissata dal contratto collettivo. In assenza di previsione contrattuale la pausa non può essere inferiore a dieci minuti consecutivi.

Se quella pausa sia retribuita è un’altra questione, e la risposta sta anch’essa nel contratto collettivo: non è automatica. Molti contratti la considerano lavoro effettivo, altri no. Vale la pena verificarlo, perché la differenza tra una pausa pagata e una non pagata è di alcune ore al mese.

Un punto è però pacifico: una pausa durante la quale devi restare a disposizione del datore, sorvegliare una postazione o rispondere al telefono non è una pausa. È lavoro effettivo, retribuito come tale, qualunque cosa dica il turno. Mangiare davanti allo schermo rispondendo alle chiamate rientra in questa categoria, ed è la strada più comune per cui le ore lavorate spariscono in silenzio.

I turni che attraversano la mezzanotte

Un’ora di uscita anteriore a quella di entrata viene letta qui come il giorno successivo, quindi dalle 22:00 alle 06:00 risultano otto ore e non un numero negativo. Verifica come lo gestisce il tuo sistema di rilevazione, perché alcuni ne fanno silenziosamente sedici, e la correzione è più semplice nella stessa settimana che tre mesi dopo.

Il lavoro notturno ha inoltre un trattamento proprio: la legge lo definisce come attività prestata per almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo tra mezzanotte e le cinque, prevede limiti alla durata media e riconosce ai lavoratori notturni una tutela sanitaria specifica. La maggiorazione retributiva la stabilisce il contratto collettivo.

I limiti di legge valgono sempre

Undici ore consecutive di riposo ogni ventiquattro, ventiquattro ore consecutive di riposo ogni sette giorni da cumulare di norma con il riposo giornaliero, e una durata media della settimana lavorativa non superiore a quarantotto ore comprensive di straordinario, calcolata su un periodo di riferimento. Sono norme di salute e sicurezza: non si compensano con denaro.

Il registro delle ore

Il datore deve annotare nel libro unico del lavoro le ore effettivamente prestate da ciascun dipendente. In caso di controversia quel documento è il primo a essere esaminato, ma se riporta sistematicamente l’orario teorico anziché quello reale perde valore probatorio a favore dell’azienda. Tenere una propria annotazione quotidiana resta lo strumento più utile a disposizione del lavoratore.

Domande frequenti

Come calcolo le ore lavorate?

Sottrai l’ora di entrata da quella di uscita e togli la pausa non retribuita. Converti in ore decimali per la busta paga: 7 ore e 45 minuti sono 7,75.

La pausa pranzo è retribuita?

Dipende dal contratto collettivo, non è automatica. La legge garantisce il diritto alla pausa oltre le sei ore di orario giornaliero, con un minimo di dieci minuti se il contratto non dispone diversamente.

Come conto un turno che attraversa la mezzanotte?

Tratta l’ora di uscita come del giorno seguente. Dalle 22:00 alle 06:00 sono otto ore. Il calcolatore lo fa in automatico quando l’uscita precede l’entrata.

Quando iniziano le ore straordinarie?

Quando superi l’orario normale stabilito dal contratto collettivo. La maggiorazione la fissa il contratto, mentre la legge pone i limiti: di norma non oltre duecentocinquanta ore annue e quarantotto ore medie settimanali.

Se resto reperibile durante la pausa, è lavoro?

Sì. Una pausa in cui devi restare a disposizione, sorvegliare o rispondere al telefono è lavoro effettivo e va retribuita come tale.