Calcolatore della paga per straordinari
Inserisci una singola settimana. Le ore ordinarie alla tua paga abituale, le straordinarie con la maggiorazione applicabile e quelle a maggiorazione più alta separatamente. La paga effettiva in fondo mostra la media dell’intera settimana.
I dati
Il risultato
Formula
La maggiorazione la stabilisce il contratto collettivo
La legge italiana fissa i limiti al lavoro straordinario ma non la sua retribuzione: stabilisce soltanto che debba essere compensato con una maggiorazione, lasciandone la misura ai contratti collettivi. Le percentuali variano quindi per settore e per tipo di ora — una maggiorazione contenuta per le prime ore feriali diurne, più alta per il lavoro notturno, festivo o domenicale, e più alta ancora quando notturno e festivo si sommano.
I moltiplicatori di questo calcolatore sono modificabili: consulta il tuo contratto collettivo invece di dare per buono un valore standard, perché le differenze tra settori sono ampie.
I limiti di legge
Il ricorso allo straordinario deve essere contenuto e, salvo diversa previsione dei contratti collettivi, non può superare le duecentocinquanta ore annue per lavoratore. Vale inoltre il limite generale di una durata media settimanale non superiore a quarantotto ore, straordinario compreso, calcolata su un periodo di riferimento, oltre al diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro e a ventiquattro ore consecutive di riposo ogni sette giorni. Sono norme di salute e sicurezza: non si negoziano contro un compenso.
Riposo compensativo al posto del pagamento
I contratti collettivi possono prevedere che le ore straordinarie siano compensate con riposi anziché retribuite, in tutto o in parte. La scelta tra denaro e riposo dipende soprattutto dalla possibilità reale di fruire di quel riposo: un monte ore che cresce senza mai essere smaltito equivale a straordinario non pagato con un passaggio in più.
La detassazione riguarda i premi, non lo straordinario
Vale la pena chiarirlo perché genera confusione. In Italia esiste un’imposta sostitutiva agevolata sui premi di risultato erogati in attuazione di contratti collettivi aziendali o territoriali, entro limiti di importo e di reddito, e la possibilità di convertirli in welfare aziendale con ulteriori vantaggi. Il lavoro straordinario ordinario non rientra in questo regime: è retribuzione imponibile come il resto, e concorre normalmente alla formazione del reddito.
Il che significa che una busta paga con molto straordinario può mostrare una trattenuta proporzionalmente più alta se l’importo del mese fa scattare uno scaglione superiore nel calcolo dell’IRPEF, ma il conguaglio di fine anno riporta il conto alla realtà.
Lo straordinario incide sul TFR e sulla pensione
Un aspetto spesso ignorato: le somme corrisposte a titolo di straordinario rientrano nella retribuzione utile ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto e sono soggette a contribuzione previdenziale. Non sono quindi denaro che passa e basta — alimentano anche l’accantonamento e il montante contributivo.
La cifra annua è una verifica, non una previsione
Mostra quanto darebbe questa settimana ripetuta per un anno. Usala per capire quanto vale davvero la maggiorazione, non come previsione di reddito: lo straordinario è raramente costante ed è di solito la prima voce a essere tagliata.
Domande frequenti
Quando iniziano le ore straordinarie?
Quando superi l’orario normale di lavoro stabilito dal contratto collettivo o individuale. La misura della maggiorazione la fissa il contratto collettivo, non la legge.
Di quanto sono maggiorate le ore straordinarie?
Dipende dal contratto collettivo di settore. Le percentuali crescono passando dal lavoro feriale diurno a quello notturno, festivo o domenicale.
Lo straordinario è detassato?
No. L’imposta sostitutiva agevolata riguarda i premi di risultato erogati in attuazione della contrattazione aziendale, non il lavoro straordinario ordinario, che è imponibile come il resto della retribuzione.
Quante ore di straordinario si possono fare?
Salvo diversa previsione dei contratti collettivi, non oltre duecentocinquanta ore annue, sempre nel rispetto del limite di quarantotto ore medie settimanali e dei riposi obbligatori.
Lo straordinario conta per il TFR?
Sì. Rientra nella retribuzione utile al calcolo del trattamento di fine rapporto ed è soggetto a contribuzione previdenziale.