Calcolatore del rimborso chilometrico
Il rimborso chilometrico serve a restituire al dipendente o al professionista quello che l’auto propria è costata per una trasferta di lavoro. In Italia il riferimento non è una cifra libera: sono le tabelle ACI, e da quelle dipende anche se il rimborso resta esente da imposte.
I dati
Il risultato
Formula
Le tabelle ACI sono il riferimento fiscale
L’Automobile Club d’Italia pubblica ogni anno, entro il 31 dicembre e con effetto dall’anno successivo, i costi chilometrici per marca, modello e alimentazione. Le tabelle tengono conto di carburante, pneumatici, manutenzione, assicurazione, bollo e quota di ammortamento del veicolo.
Non è un dato indicativo: è il parametro che l’amministrazione finanziaria usa per stabilire quanta parte del rimborso è esente e quanta va tassata come reddito. Il costo chilometrico di una utilitaria a benzina è molto diverso da quello di un SUV diesel, e usare un valore medio inventato espone l’azienda a una contestazione.
Quando il rimborso è esente
Il rimborso chilometrico erogato al dipendente è esente da IRPEF e da contributi se riguarda trasferte fuori dal comune in cui si trova la sede di lavoro e se non eccede l’importo che risulta dalle tabelle ACI per il veicolo effettivamente usato. Per le trasferte dentro il comune, invece, il rimborso concorre a formare reddito, salvo le spese di trasporto documentate da vettore.
Serve quindi che l’azienda tenga traccia di data, destinazione, motivo e chilometri di ogni trasferta. Un rimborso forfettario mensile senza documentazione viene riqualificato come retribuzione.
Il carburante è meno della metà del costo
È la ragione per cui il rimborso sembra generoso a chi lo confronta solo con il pieno. Con un’auto che fa 15 chilometri al litro e un gasolio a 1,75 euro, il carburante costa circa 0,12 euro al chilometro; il costo chilometrico ACI per un’auto media si colloca in genere tra 0,45 e 0,65. La differenza non è profitto: è manutenzione, gomme, assicurazione, bollo e soprattutto svalutazione, cioè il fatto che l’auto vale meno per ogni chilometro fatto.
Il calcolatore mostra proprio questo scarto: quanto ricevi, quanto ti costa davvero, e cosa resta. Se il tuo costo reale è più alto del rimborso, stai finanziando l’azienda.
Se hai partita IVA il meccanismo è un altro
Il professionista non riceve un rimborso: deduce i costi dell’auto, e la deducibilità è fortemente limitata. Per il veicolo a uso promiscuo la deduzione è del 20%, con un tetto sul costo di acquisto rilevante. Chi rifattura le trasferte al cliente le espone in fattura come compenso, con IVA e ritenuta, non come rimborso esente.
Auto aziendale: il conto si ribalta
Se guidi un’auto aziendale non ti spetta il rimborso chilometrico, perché i costi li sostiene già il datore di lavoro. Quello che ti riguarda è il fringe benefit, cioè il valore dell’uso privato che viene tassato in busta paga, calcolato anch’esso su percorrenza convenzionale e tabelle ACI, con percentuali che negli ultimi anni premiano le motorizzazioni a basse emissioni.
Domande frequenti
Quanto devo farmi rimborsare al chilometro?
L’importo indicato dalle tabelle ACI per il tuo modello e la tua alimentazione. È anche il limite entro cui il rimborso resta esente da imposte.
Il rimborso è tassato?
No, se la trasferta è fuori dal comune della sede di lavoro e l’importo rientra nelle tabelle ACI. Dentro il comune concorre a formare reddito.
Perché il rimborso è molto più alto del carburante?
Perché copre anche manutenzione, pneumatici, assicurazione, bollo e la svalutazione del veicolo. Il carburante è in genere meno di un quarto del costo chilometrico.
Con l’auto aziendale ho diritto al rimborso?
No: i costi li sostiene l’azienda. Al tuo posto rileva il fringe benefit tassato in busta paga per l’uso privato.