Calcolatore della tariffa da freelance

La domanda «quanto devo farmi pagare all’ora» ha una risposta che parte dal fondo: dal netto che vuoi in tasca, risalendo attraverso contributi, imposte, costi e ore non fatturabili. Chi divide un ipotetico stipendio per le ore dell’anno arriva a una tariffa che non copre nemmeno l’INPS.

I dati

€

Quanto arriva sul conto, al netto delle imposte.

€

Software, attrezzatura, assicurazioni, commercialista, copertura sanitaria, spazio di lavoro.

%

Ferie, malattia e festività. Ora non te le paga più nessuno.

%

Vendita, amministrazione, fatturazione e formazione sono il resto. 60-70 è tipico.

Il risultato

Tariffa da applicare—
Tariffa giornaliera (8 ore)—
Tariffa settimanale—
Ricavi da fatturare—
Ore fatturabili all'anno—
Ore lavorate ma non fatturabili—
Imposte e contributi—
Quanto avrebbe dato uno stipendio diviso per 2.080—
Formula
Tariffa = (netto desiderato + costi + imposte e contributi) ÷ ore fatturabili all’anno. Le ore fatturabili sono molto meno di quelle lavorate.

Le ore fatturabili sono la metà del problema

Su 1.800 ore lavorate in un anno, quelle che finiscono in fattura sono in genere tra il 55% e il 70%. Il resto è preventivi, contabilità, formazione, ricerca di clienti, gestione dei fornitori, riunioni non pagate. Se costruisci la tariffa sulle ore lavorate invece che su quelle fatturabili, sbagli di un terzo abbondante prima ancora di considerare le imposte.

Aggiungi le settimane di ferie e i giorni di malattia: un professionista senza dipendenti non fattura nulla mentre è fermo, e quelle settimane devono essere già dentro la tariffa.

Forfettario: contributi e imposta si calcolano su un reddito figurativo

Nel regime forfettario il reddito imponibile non è fatturato meno costi: è il fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditività della propria attività — 78% per le attività professionali, più basso per commercio e artigianato. Su quel reddito figurativo si calcolano i contributi, e poi l’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di nuova attività.

La conseguenza pratica, spesso ignorata, è che i costi reali non sono deducibili. Se il tuo lavoro richiede attrezzatura, software o trasferte, quelle spese le paghi con soldi già tassati. Vanno messe nel calcolo della tariffa per intero, IVA compresa, perché nemmeno quella si recupera.

Il contributo previdenziale che quasi nessuno preventiva

Chi non ha una cassa professionale versa alla gestione separata INPS poco più del 26% del reddito imponibile. Chi ha una cassa (ingegneri, avvocati, commercialisti) versa un contributo soggettivo alla propria e addebita in fattura una rivalsa del 4% al cliente, che è ricavo aggiuntivo ma corrisponde a un’uscita.

Il 26% della gestione separata è la voce che rovina i conti di chi arriva dal lavoro dipendente: da dipendente ne vedeva in busta paga circa 9,19%, perché il resto lo versava il datore. Da autonomo lo paghi tutto tu.

Perché dividere uno stipendio per 2.080 non funziona

Trentacinquemila euro divisi per 2.080 ore fanno circa 17 euro l’ora, e sembra ragionevole. Ma quello stipendio comprendeva ferie retribuite, malattia, TFR, tredicesima e contributi versati dall’azienda che valgono circa un terzo in più del lordo. Per ottenere lo stesso tenore di vita da autonomo, la tariffa realistica è due volte e mezzo o tre volte quel numero. È il confronto che va fatto quando un ex datore di lavoro propone di continuare a collaborare a partita IVA.

Tariffa oraria, giornaliera, a progetto

Molti clienti italiani preferiscono un compenso a giornata o a progetto. Calcola comunque la tariffa oraria come base e poi convertila: la giornata è otto ore, la settimana cinque giornate. Sul progetto a corpo il rischio si sposta su di te, quindi il prezzo deve incorporare un margine per le revisioni — e il contratto deve dire quante ne sono comprese.

Domande frequenti

Quante ore posso davvero fatturare?

Tra il 55% e il 70% delle ore lavorate. Il resto se ne va in amministrazione, preventivi, formazione e ricerca di clienti.

Quanto pago di contributi in Italia?

Poco più del 26% del reddito imponibile in gestione separata. Con una cassa professionale il contributo soggettivo è più basso e si aggiunge la rivalsa del 4% in fattura.

In forfettario posso dedurre i costi?

No. L’imponibile è il fatturato per il coefficiente di redditività, indipendentemente dalle spese reali. Vanno quindi caricate interamente sulla tariffa, IVA inclusa.

Che tariffa serve per pareggiare il mio vecchio stipendio?

In genere due volte e mezzo o tre volte lo stipendio lordo diviso per le ore. La differenza sono contributi, ferie, malattia, TFR e ore non fatturabili.