Calcolatore del prestito studentesco
In Italia l’indebitamento per studiare è l’eccezione, non la regola: l’università pubblica costa poco e le tasse scendono con l’ISEE. Ma per un master, per una specializzazione all’estero o per mantenersi fuori sede il prestito esiste, e il suo costo dipende quasi tutto da cosa succede negli anni in cui non paghi ancora.
I dati
Il risultato
Formula
Prima del prestito viene l’ISEE
La contribuzione universitaria pubblica è progressiva sull’ISEE. Sotto la soglia della no tax area — alzata più volte negli ultimi anni e oggi intorno ai 22.000 euro di ISEE, con ulteriori riduzioni fino a circa 30.000 — lo studente non paga contribuzione, salvo la tassa regionale e il bollo. Sopra, l’importo sale per fasce fino ai massimi di ateneo.
A questo si aggiungono le borse di studio degli enti regionali per il diritto allo studio, che coprono tasse, mensa e in parte l’alloggio per chi ha ISEE basso e requisiti di merito. Sono soldi che non si restituiscono: la prima cosa da verificare, prima di ogni calcolo su un prestito, è se rientri.
Il prestito d’onore e la garanzia pubblica
Il prodotto tipico italiano è il prestito d’onore: un finanziamento senza garanzie reali né firma dei genitori, erogato in tranche semestrali contro il superamento di un numero minimo di esami. Il Fondo per lo studio gestito da Consap fornisce la garanzia statale che consente alla banca di prestare a uno studente senza reddito. Diversi atenei hanno convenzioni proprie con condizioni migliori di quelle di sportello.
La struttura è quasi sempre la stessa: erogazione durante gli studi, un preammortamento in cui non si rimborsa capitale, e l’inizio del rimborso uno o due anni dopo la laurea.
Dove si decide il costo: gli interessi del preammortamento
Negli anni di studio e di attesa il debito non sta fermo. Se gli interessi vengono capitalizzati, si aggiungono al capitale e da quel momento producono a loro volta interessi: il debito che inizi a rimborsare è più grande di quello che hai ricevuto. Su cinque anni tra studi e grazia, a tassi ordinari, la differenza tra un prestito con interessi capitalizzati e uno in cui li paghi via via supera facilmente il 15% del capitale.
La domanda da fare alla banca è netta: durante il preammortamento pago solo gli interessi o non pago nulla? Se puoi pagarli, anche poche decine di euro al mese, la rata futura scende sensibilmente.
Tasso fisso o variabile su un orizzonte lungo
Molti prestiti agevolati sono indicizzati all’Euribor con uno spread. Su un piano che comincia tra cinque anni e dura altri dieci, un rialzo dei tassi ti coglie proprio quando il debito è al massimo. Se ti viene offerta la scelta, il fisso su questi importi costa poco di più e toglie l’unica incognita che non puoi controllare.
Il versamento extra funziona sui prestiti giovani
All’inizio dell’ammortamento quasi tutta la rata è interesse: un versamento aggiuntivo in quella fase abbatte il capitale quando ha ancora davanti tutti gli anni per generare interessi. Cento euro al mese in più su un debito di trentamila euro accorciano il piano di anni, non di mesi. Verifica solo che il contratto non preveda penali — sui finanziamenti al consumo la legge le limita e su molti prestiti d’onore sono assenti.
Domande frequenti
In Italia serve davvero un prestito per studiare?
Raramente per la triennale o la magistrale pubblica, dove l’ISEE azzera la contribuzione sotto la no tax area. Più spesso per master, corsi all’estero o per mantenersi fuori sede.
Che cos’è il preammortamento?
Il periodo tra l’erogazione e l’inizio del rimborso del capitale. Se gli interessi maturati vengono capitalizzati, il debito da rimborsare è più alto di quello ricevuto.
Serve un garante?
Sui prestiti d’onore assistiti dal Fondo per lo studio no: la garanzia è pubblica. Sui prestiti bancari ordinari quasi sempre sì.
Posso estinguere in anticipo?
Sì, e sui finanziamenti ai consumatori l’eventuale compenso per l’estinzione anticipata è limitato per legge. Su molti prestiti agevolati non è previsto affatto.