Calcolatore del punto di pareggio

Il punto di pareggio è il numero di pezzi oltre il quale l’attività smette di perdere. Dipende da tre grandezze soltanto, e la fatica sta tutta nel classificare correttamente i costi: in Italia una parte di quelli che sembrano variabili sono fissi per legge.

I dati

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Affitto, stipendi, software, assicurazione: quanto paghi che tu venda o no.

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Materiali, spedizione, commissioni di pagamento: quanto ti costa ogni vendita in più.

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Il risultato

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Unità al punto di pareggio—
Ricavi al punto di pareggio—
Margine di contribuzione per unità—
Margine di contribuzione sul prezzo—
Utile al volume atteso—
Unità per l'utile desiderato—
Margine di sicurezza—
Punto di pareggio in unità al giorno—
Formula
Unità di pareggio = costi fissi ÷ (prezzo − costo variabile unitario). Il denominatore è il margine di contribuzione.

Costi fissi e variabili, senza scorciatoie

Un costo è variabile se cresce con il pezzo venduto: materie prime, packaging, commissioni sulle vendite, spedizione, provvigioni agli agenti. È fisso se lo paghi comunque: affitto del locale, canone del gestionale, assicurazione, commercialista, stipendi non legati alla produzione.

Il margine di contribuzione è la differenza tra prezzo e costo variabile unitario: è quanto ogni pezzo lascia per coprire i costi fissi. Dividi i costi fissi per quel margine e sai quanti pezzi ti servono per non perdere.

I contributi fissi INPS sono un costo fisso vero

Chi è iscritto alla gestione artigiani o commercianti versa i contributi sul minimale a prescindere dal fatturato: intorno ai 4.500 euro l’anno, divisi in quattro rate, anche a fatturato zero. È denaro che va nei costi fissi con lo stesso peso dell’affitto, e molti neoimprenditori lo dimenticano perché non arriva come una fattura.

Diverso per chi è iscritto alla gestione separata (professionisti senza cassa): lì il contributo è puramente proporzionale al reddito, quindi variabile. La distinzione sposta il punto di pareggio di parecchie unità.

Ragiona sempre al netto dell’IVA

Prezzo e costi vanno inseriti al netto dell’imposta, perché per un soggetto IVA è una partita di giro. L’eccezione è il forfettario: non addebiti l’IVA sulle vendite ma non la detrai sugli acquisti, quindi i costi vanno messi al lordo. Confondere i due piani è l’errore che rende inutile tutto il calcolo.

Un punto di prezzo vale più di un taglio ai costi

Con prezzo 50 e costo variabile 30, il margine è 20. Alzare il prezzo a 55 lo porta a 25: il pareggio scende del 20%. Ridurre il costo variabile del 5% lo porta a 21,50, cioè il pareggio scende del 7%. Sui prodotti a margine sottile il prezzo è la leva più potente, e quasi sempre la meno usata.

Il margine di sicurezza dice quanta strada hai

È la distanza percentuale tra le vendite che ti aspetti e quelle di pareggio. Al 10% basta un mese storto per andare in perdita; al 40% hai spazio per assorbire una stagione debole. È il numero da guardare prima di firmare un contratto d’affitto più caro, perché quell’affitto entra nei costi fissi e riduce il margine di sicurezza in modo permanente.

Il pareggio giornaliero rende il numero concreto

Milletrecento pezzi al mese è un’astrazione; sessanta al giorno su ventidue giorni di apertura è qualcosa che puoi confrontare con quello che vedi in negozio. Se il numero giornaliero sembra irrealistico, il piano ha un problema che nessuna ottimizzazione successiva risolverà.

Domande frequenti

I contributi INPS sono costi fissi o variabili?

Per artigiani e commercianti la parte sul minimale è fissa: si versa anche a fatturato zero, circa 4.500 euro l’anno. Per la gestione separata è tutto proporzionale al reddito, quindi variabile.

Devo usare prezzi con o senza IVA?

Senza, se sei in regime ordinario: l’IVA è una partita di giro. In forfettario invece i costi vanno inseriti al lordo, perché non la detrai.

Come tratto il mio compenso da imprenditore?

Se è un importo stabilito che prelevi comunque, è un costo fisso. Se ti pagherai con quello che avanza, tienilo fuori dai costi e usa l’utile obiettivo.

Che margine di sicurezza è accettabile?

Sotto il 20% l’attività è fragile. Sopra il 30-40% c’è spazio per assorbire una stagione debole senza andare in perdita.